25 Aprile: in memoria dei partigiani

Sono tombe semplici.
Sono tombe semplici, bianche ed essenziali.
Qui riposano coloro che sono caduti per la libertà, questo è il luogo ultimo di molte vite spezzate spesso in giovane età.
Sotto a questi alberi, nel Cimitero Monumentale di Staglieno.

E si dovrebbe conoscere ogni storia, ogni cammino, ogni singolo gesto.
Su molte di queste lapidi leggerete i nomi di località oggi note come mete delle vacanze estive, spesso si tratta di paesi della Val Trebbia o di altre zone dell’entroterra.
All’epoca della guerra in quei luoghi erano tantissimi i partigiani, il bosco era fratello e rifugio sicuro.

Alcuni di loro venivano da molto lontano.

Qui dorme il suo sonno eterno Maria che aveva solo vent’anni ed era una staffetta partigiana.

E poco distante c’è un’altra giovane donna coraggiosa strappata crudelmente alla vita.

Uno accanto all’altro.

E sulle loro lapidi quei loro nomi di battaglia.

Persone che non abbiamo conosciuto, persone alle quali dobbiamo la nostra libertà.

Quei loro nomi evocano coraggio, fierezza, audacia, eroismo, fiducia in se stessi e incrollabile senso di giustizia.

Sono passati su questa terra, hanno lasciato il loro segno.
E anche se non abbiamo potuto stringere le loro mani loro ci hanno lasciato ciò che abbiamo di più prezioso.
Buona Festa della Liberazione, buon 25 Aprile a tutti.

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20 pensieri su “25 Aprile: in memoria dei partigiani

  1. Brava miss…oggi ricordo anche il mio nonno Nin che come infermiere dell’ospedale a Sampierdarena faceva scappare per i passaggi segreto di villa Scassi partigiani e ebrei e il dottor Pietro Gozzano,cui hanno dedicato una via a Sampierdarena,che,neolaureato era andato a riesumare i martiri della Benedicta e fa allora ha dedicato tutta la sua vita e la sua scienza al popolo,un vero santo laico(nei giorni della Benedicta aveva litigato con Dio,diceva)

  2. Ho letto un post giusto ieri (sul blog ParladellaRussia) con una serie di consigli di lettura selezionati per conoscere il mondo della resistenza partigiana. Forse qualcuno lo hai letto visto che sei un’appassionata di storia… bacioni cara!

  3. Bezöriéiva anaghe tutti in porcescion, perché in conto l’é parlane e ‘n atro l’é leze i nommi e amiali inti euggi un pe un e pensâ a cöse ne diéivan, vedendo comme stragemmo o seu sacrifiçio. Grassie Miss.

    Bisognerebbe andarci tutti in processione, perché un conto è parlarne e un altro è leggere i nomi e guardarli negli occhi uno per uno e pensare cosa ci direbbero, vedendo come sprechiamo il loro sacrificio. Grazie Miss.

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