L’abito di Mademoiselle

Mademoiselle era una fanciulla dall’eleganza innata, se potesse darci qualche consiglio di stile certo tutte noi la ascolteremmo con attenzione.
Non saprei dirvi come si chiamasse perché la sua fotografia è arrivata a me per uno di quei percorsi misteriosi e difficili da comprendere, sul fragile cartoncino purtroppo nessuna mano ha vergato il suo nome.
E tuttavia ecco la sua immagine, consegnata per sempre alla posterità nei giorni della sua leggiadra giovinezza: Mademoiselle ha la pelle diafana e i riccioli scuri che porta raccolti in una di quelle complicate pettinature in voga in quei suoi tempi distanti.
E il suo abito è chiuso da graziosi bottoncini, ha una bella spilla e un candido colletto di pizzo.

È parigina la nostra Mademoiselle? Io presumo di sì, il suo ritrattino proviene infatti da uno studio fotografico sito in Boulevard Bonne-Nouvelle, una scenografica e ampia strada dal toponimo così benaugurante sita nei pressi della Porta di Saint Denis.
Ed io l’ho immaginata Mademoiselle, lei è una ragazza con tutti quei sogni segreti mai rivelati, poi secondo me per certi versi le ragazze di ogni tempo hanno dei punti in comune.
Ed è così bella ed aggraziata:  ha la vita sottile, il suo vestito ha maniche ampie e a sbuffo, si notano anche dei pizzi chiari, le sue mani sono bianche e delicate, indossa anche un bracciale importante.
E che fasto l’abito di Mademoiselle!
È tutto una leggerezza di balze lievi e impalpabili, cerco di indovinarne la tinta ma non è tanto semplice: forse l’abito di lei era di un bel colore verde bosco o magari era blu come la notte o forse aveva i toni decisi del grigio antracite.

Tra tutte le ipotesi una è quasi una certezza: non credo che Mademoiselle si occupasse personalmente del suo guardaroba, lei certo non me ne vorrà di queste mie divagazioni ma io ho anche immaginato il suo stuolo di fantesche che si occupano di ogni sua necessità.
E mi pare anche logico supporre che Mademoiselle non fosse figlia unica.
Lei e le sue sorelle dispongono di un piccolo plotone di affabili cameriere e provate ad immaginare con me queste floride fanciulle, gaie e di buon carattere, hanno guance rosate e braccia energiche, provengono dalla Normandia o da certi paesi di campagna, ognuna di loro ha una precisa mansione.
Ad una è affidato il delicato compito di stirare gli abiti di Mademoiselle e ogni balza è un sospiro o forse anche un gioco di fantasia.

Così vanno le cose del mondo, cara Mademoiselle.
Ad ognuno è concessa una frazione di tempo in un’epoca che diventerà storia per coloro che verranno dopo.
E ognuno è un mistero, una sinfonia e un libro tutto da scrivere.
A volte così, con un abito sfarzoso, in un giorno di Parigi che mi piace rievocare.
Dedicato a te, Mademoiselle.

22 pensieri su “L’abito di Mademoiselle

  1. Un abito molto prezioso e ricco con tutte quelle piccole balze cucite! All’epoca si usavano le maniche con le spalle basse… io non le amo molto perché secondo me disegnano meno bene la figura o forse mi ricordano quelle orrende spalline anni Ottanta che ci sono toccate in sorte nell’adolescenza. Nell’insieme è un abito sontuoso ma chissà cosa ne pensavano del problema “spalla scesa” le signorine di quel tempo… buongiorno cara, oggi è spuntato il sole!

    • Ah, la spalla scesa, grande Viv, hai notato un dettaglio al quale non avevo fatto caso. Direi che però l’ampiezza di questo abito dà equilibrio a tutto l’insieme, per lo meno così mi sembra. Un bacione anche a te cara, buon pomeriggio!

  2. Anche io detesto le spalle scese, mi fanno pensare ad un capo non confezionato su misura e trovo che non aggrazino la figura ….invece adoro quei vitini stretti stretti e i bustiers o i corsetti che ne sottolineavano l’ eleganza …. Una vera prerogativa per esaltate la femminilità …. anche se erano una piccola tortura….

  3. Miss, poco me ne intendo di abiti femminili d’antan, però trovo calzante tutto ciò che hai scritto attorno a Mademoiselle… mi vien da dire che, contrarimente all’abito, non fa una piega…

  4. Accipicchia che abito elaborato e non oso immaginare di essere contenuta e “strizzata” lì dentro, cara Miss Fletcher.
    Ma le tue ipotesi su chi fosse questa graziosa fanciulla francese, sono, come sempre, molto coinvolgenti e direi anche plausibili.
    Dunque non rimane da dire che…. Enchanté, mademoiselle!
    Ciao Susanna

  5. In un romanzo (mi pare Il velocifero di Santucci) si descrive un abito dell’epoca colore foglia morta… per anni mi sono immaginata un bel bordeaux per poi scoprire che si tratta del verde che vira al giallo di alcune bottiglie da vino… io il vestito di questa adolescente però me immagino proprio di un bel rosso scuro

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