Porta dei Vacca, baluardo e difesa di Genova

Vi ho già narrato alcune storie e vicende legate a Porta Soprana, anche detta Porta di Sant’Andrea, che svetta con le sue torri, sui caruggi che la circondano.
Questa porta ha una gemella, che si trova all’inizio di Via del Campo, e osservandola a una certa distanza è ben evidente quanto essa fosse stata posta in quella posizione a baluardo e a difesa della città.
E’ Porta Sottana, nota anche come Porta dei Vacca o di Santa Fede, dal nome della chiesa situata qui accanto.

La costruzione di entrambe le torri risale al 1155, agli anni nei quali il Barbarossa minacciava di assoggettare Genova.
E i genovesi, che tanto avevano a cuore la loro indipendenza, eressero mura altissime, per difendere la Superba dagli attacchi del nemico.
Le mura, che vennero terminate nel 1159, partivano da Porta Soprana, proseguivano fino alla chiesa di San Domenico, sita dove ora si trova il Carlo Felice e poi salivano in Piccapietra, dove si trovava una porta merlata di torri.
Scendevano poi per Salita Santa Caterina, e lì si incontrava la Porta di San Germano presso l’Acquasola.
Poi ancora giù, in Piazza Fontane Marose, verso il colle di Castelletto e infine Sant’Agnese, ovvero la zona situata alle spalle di Piazza della Nunziata.
Terminavano qui, a Porta dei Vacca.
Scrive Michele Giuseppe Canale:

giravano cinquemila cinquecento venti piedi; le ornavano mille sessanta merli; erano innalzate per le quattro quinte parti nello spazio di cinquantatrè giorni, meraviglioso a dirsi!
Nuova Istoria della Repubblica di Genova del suo commercio e della sua letteratura dalle origini all‘anno 1797 (1858)

Si narra, infatti, che il popolo di Genova lavorò giorno e notte per erigere queste mura, tanto importanti e vitali per la salvezza della città.
E noi oggi vediamo la Porta dei Vacca inglobata nel tessuto urbano, tra le case, ma un tempo qui il panorama era assai diverso.


E allora pensate, alla sua sinistra era il prato del Vastato e dal lato opposto il mare.
E il ponte levatoio, certo quello non poteva mancare!
Eh, purtroppo le torri non si possono visitare!
E io non posso sfidare le mie vertigini e salire fin lassù!
Eh, chissà che spettacolo! Via Prè, Via del Campo e la Torre dei Piccamiglio vista da un’altra prospettiva!

Quando mi piacerebbe andare là sopra!
Ecco, perché non si può? Non sarebbe un’attrattiva di grande rilievo per i molti turisti che a pochi metri affollano l’Acquario?
Eh sì, di loro mi ricordo sempre!
Ma certo anche molti genovesi vorrebbero affacciarsi da qui!

Noi camminiamo, incuranti, accanto al nostro passato.
A volte neppure sappiamo cosa sia accaduto, in certi luoghi.
La porta Sottana, denominata dei Vacca dal nome di una famiglia che intorno al 1100 aveva qui le proprie case, era l’ingresso della città.
Per oltrepassarla e introdurre merci dentro la Superba occorreva corrispondere una gabella.
E Via del Campo, negli anni nei quali la Porta ebbe tanta rilevanza, divenne la strada più importante di Genova.

Quando passate sotto la Porta, sulle sue mura trovate ancora le lapidi che vennero qui collocate quando Porta dei Vacca venne eretta.

Qui, come accadde in Porta Soprana, i genovesi appesero le catene del porto di Pisa, strappate alla Repubblica nemica nel 1290.
Eh, siamo un po’ duri da queste parti e per rivederle indietro i Pisani dovettero aspettare qualche secolo.
Infatti fu solo nel 1846 che la città di Genova restituì quel trofeo di guerra.
C’era da fare l’Italia, in fondo mica potevamo tenerci il bottino appeso alle porte della città!
E queste torri, come quelle di Porta Soprana, nella prima metà del 1200 divennero oscure e cupe prigioni, luogo di morte e di tortura per delinquenti o presunti tali.


Ai nostri giorni le torri di Porta dei Vacca sono un po’ trascurate, forse dimenticate.
Eppure quando i turisti ci passano sotto, li vedi alzare gli occhi verso l’alto e domandarsi cosa sia mai quella costruzione imponente che separa Via del Campo da Via Pré.
Accade spesso, e sono tedeschi, inglesi o italiani, con la cartina in mano cercano di raccapezzarsi nel dedalo dei nostri caruggi e guardano in su, verso le torri.
E forse no, forse non sanno.
Questa è Porta dei Vacca, difesa e baluardo della città di Genova.

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45 pensieri su “Porta dei Vacca, baluardo e difesa di Genova

  1. Davvero, tutti all’Acquario e poi? Anche per le mostre, poco ricambio, poca pubblicità dei musei di Strada Nuova, poche indicazioni come cartelli o totem illustrativi. Un peccato perché come mostri tu Genova ha fgrandi tesori e bellezze nascoste.

  2. Adoro le architetture slanciate verso l’altro, a qualunque epoca esse appartengano. E l’idea della difesa, che nonostante ciò che racconti qui mi appare più affettuosamente protettiva che gelosa e burbera.
    Ma temo ormai di non essere più, affatto, imparziale 😉

    Serena Pasqua, intanto.

  3. Una proposta da fare al nuovo sindaco, chiunque sarà: affidare a Miss Fletcher la progettazione di insoliti e bellissimi itinerari turistici alla scoperta della nostra amata Genova!!!! Già me la vedo in tailleur tinta pastello alla testa di un corteo di turisti di ogni provenienza…. Jessica, la detective alla scoperta della Genova più nascosta….vote for her!

  4. Rita mi ha rubato le parole di bocca! Come minimo dovrebbero farti assessore comunale ad honorem. Una passione come la tua contagia tutti perciò aspettati qualche post su Monza (dovrei farlo su Milano che è la mia città ma visto che ora sono una neo monzese approfitterò dell’occasione per scoprire le molte bellezze del posto!) un bacione a te e auguri a tutti i commentatori del tuo spazio

  5. E’ da tempo che dico sarebbe bello che i tuoi post diventassero un libro! Una preziosa guida turistica di Genova. Un abbraccio.

  6. Bene Miss Fletcher, leggo (ed approvo caldamente) che a furor di popolo ti spetta di diritto la carica di assessore alla cultura ad honorem!
    Allora in attesa che tu intraprenda questa difficile carriera, ti auguro di trascorrere una serena Pasqua!
    baciotto Susanna

  7. Ecco un’altra cosa da visitare che rappresenta davvero Genova! E quei torrioni, bellissimi. Un secolo ed è ancora lì Miss, e così imponente mette ancora quasi soggezione… Solo un Barbarossa poteva tentare di passare di lì. Brava Miss, come sempre.

  8. cecilia suggerisce il link
    l’ho visitata per la prima volta un paio di anni fa (mia moglie e’ genovese) e l’ho trovata stupenda! da ritornarci assolutamente con un po’ piu’ di calma. tornero’ a curiosare in futuro

    mandi

  9. Boh, io ci tornerei con tutto il cuore a visitare la bellissima Genova e il suo, scusa se lo menziono di nuovo, Acquario:) ma passare sotto porta sottana, c’avrei un po’ di timidezza ad alzare lo sguardo:) Bellissima, quando ci tornerò la visiterò di sicuro:)

  10. Pingback: In Via del Campo c’era un pizzicagnolo | Dear Miss Fletcher

  11. Pingback: I tetti tra Via Balbi e Via Prè e un giardino d’inverno | Dear Miss Fletcher

  12. Pingback: In cima alla Torre di Porta dei Vacca | Dear Miss Fletcher

  13. Buon Primo Maggio, signorina Fletcher (anche se è quasi finito),

    se da via gramsci giri per le fontane
    e poi ti apposti in santa fede,
    potrai ammirarne la forma immane
    e le torri in cui hanno sede,

    merli che fischiettano poco,
    forse perchè sono rondini ghibelline,
    che non sono nate per gioco,
    ma a difesa di caruggi, vichi e stradine.

    e se per la sottana porta dei vacca
    ti verrà voglia di passare, fallo! perchè
    di sicuro, non è un’idea bislacca:

    in via del campo non avrai percosse;
    è la via di un grande habituè…
    lui non c’è più, ma è come se ci fosse.

    5/2015

  14. Pingback: Porta dei Vacca agli inizi del ‘900 | Dear Miss Fletcher

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